
martedì 16 dicembre 2008
Palladio non parlava l’Italiano perché la lingua italiana non esisteva. Parlava piuttosto la lingua Veneta, quella che gli intellettuali italiani chiamano ancora con disprezzo “dialetto”. Al tempo di Palladio la Repubblica Vèneta era uno Stato con la propria lingua, ambasciate, il proprio esercito le proprie leggi e cittadini, fra cui Palladio. L’Italia non esisteva e non aveva storia. Per questo Palladio non era Italiano, Casanova non era italiano, Vivaldi non era italiano, Leonardo non era Italiano, Galileo non era italiano, Tintoretto, Caboto, Pigafetta, Canaletto, Pergolesi, Palestrina, Alpini, i Da Ponte… e migliaia di altri scienziati e artisti.
Quello che viene spacciato per Rinascimento italiano altro non fu che lo splendòre della Repubblica Veneta, e successivamente adoperato per dare credibilità all’italia fascista. La stessa tecnica è stàta adoperata per tutta la storiografìa Latina. Ci vuole un sempliciotto per credere che la cultura Italiana possa avere anche solo un briciolo della cultura intellettuale ed Eretica del Rinascimento. Non dimentichiamo che nel resto della penisola italica regnava la caccia alle streghe, la caccia agli ebrei, la caccia agli scienziati ed artisti che mettevano in dubbio le verità di roma e della chiesa cattolica. Le Università di mezzo mondo insegnano che Palladio e Vivaldi erano italiani. L’italia è uno stàto creato con l’invasione e annessione di altri nella seconda metà del 1800 con tecniche diplomatiche e guerrafondaie che nulla hanno a che fàre con quello che i libri di storia raccontano. La verità storica inattacabile è che Palladio era Veneto o meglio nella terminologia del tempo tradotta in italiano: cittadino delle Venezie/Veneziano. Tutto il resto è propaganda nazionalista di stampo italo-fascista che nulla ha di stòrico.
- Gaur -
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