Serenissimi

Serenissimi

“Serenissimi” è il nome dato dai mass media a un gruppo di Patrioti (autodefinitesi “Veneta Serenissima Armata”)che nel nome dell’antica Repubblica di Venezia, la notte fra l’8 ed il 9 maggio 1997, a pochi giorni dalla ricorrenza del bi-centenario della caduta della Serenissima sotto l’invasione napoleonica (12 maggio 1797), liberarono per alcune ore Piazza San Marco e il Campanile di San Marco a Venezia, issando sulla cella campanaria la bandiera del Leone alato.

Con questo gesto intendevano simbolicamente ripristinare la sovranità della Serenissima, ponendosi all’origine di un nuovo movimento popolare e di un processo politico “rivoluzionario” mirante al ripristino della sovranità veneta. Questo gruppo di Patrioti si riconosceva nell’esperienza storica della Serenissima Repubblica, e proponeva la cacciata dai territori Veneti di ogni potere istituzionale forestiero, a partire da quello italiano.

Il loro gesto, che voleva anche contestare l’appartenenza del Veneto alla cosiddetta Padania, lo “stato” di cui Umberto Bossi, il leader del movimento autonomista Lega Nord, aveva annunciato di voler proclamare l’indipendenza nel settembre successivo, suscitò in tutto il mondo un vasto clamore ed ebbe rilievo sia nella stampa italiana che in quella internazionale.

L’occupazione del campanile di San Marco

I Serenissimi, partiti dal padovano con un camion che trasportava un autocarro artigianale blindato ( il celebre Tanko MB- 07), giunsero, poco dopo mezzanotte, all’imbarcadero del Tronchetto, per imbarcarsi verso la loro destinazione. Alcuni vestiti con tute mimetiche e armati di un fucile mitragliatore Beretta MAB 38, residuato bellico della Seconda guerra mondiale, malfunzionante, salirono a bordo di un traghetto di linea dell’ACTV con il finto autoblindo e dirottarono la motozattera su piazza San Marco. Giunti nella piazza, alcuni dei partecipanti all’azione l’occuparono tenendola sotto tiro con l’”autoblindo”, mentre il resto del gruppo, scardinando solamente il lucchetto d’entrata della porta, salì in cima al campanile di San Marco. Qui fu issata la bandiera con il leone alato, simbolo della Serenissima Repubblica di Venezia, gesto dimostrativo che fu dichiarato dagli insorti essere l’obiettivo della loro azione. Durante la notte diffusero diversi comunicati intromettendosi nelle frequenze radio di Rai1: in questi comunicati si invitava la popolazione a manifestare per l’indipendenza sotto il campanile e per indurre le forze italiane a non tentare colpi di mano.

Secondo quanto accertato in seguito, l’intenzione degli occupanti del campanile sarebbe stata quella di tenere tale posizione sino al 12 maggio, bicentenario del giorno in cui, nel 1797, il Maggior Consiglio della Repubblica Veneta e il Doge Ludovico Manin abdicarono di fronte alle truppe francesi; allo scopo s’erano dotati anche di viveri. I Patrioti sul campanile erano dotati di un radiotrasmettitore, già utilizzato in vari episodi di intromissioni di comunicati via etere a partire dal 17 marzo 1997, per emettere messaggi politici in tutto il Veneto sulle stesse frequenze della RAI (in particolare il TG1), coprendone le trasmissioni. hanno comunicato alle autorità, che nel frattempo avevano isolato la piazza, che avrebbero iniziato a trattare non appena fosse giunto un loro ambasciatore, che è risultato poi essere il dottor Giuseppe Segato, di Borgoricco. Alle 8 di mattina il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, è corso in Piazza per parlare con il gruppo. Al mattino del 9 alle ore 8.30, su ordine congiunto del Capo del Governo (Prodi), del Ministro dell’Interno (Napolitano) e del prefetto, uomini del GIS dei Carabinieri hanno eseguito una irruzione per porre fine alla manifestazione, suddivisi in tre aliquote coperte dai cecchini appostati anche sulla basilica: una di queste aliquote ha attaccato il tanko arrestandovi i 2 occupanti, un altro gruppo si è suddiviso, parte scalando il campanile grazie alle impalcature poste all’esterno dell’edificio mentre altri sono penetrati all’interno distruggendo il portone d’ingresso. Questo reparto dell’Esercito dei Carabinieri ha arrestato tutti i partecipanti all’azione torturandone 2 dopo la cattura (Gilberto Buson e Antonio Barison) .

Le persone coinvolte

Il gruppo dei “Serenissimi” era composto da 8 persone:

* Gilberto Buson
* Cristian Contin
* Flavio Contin
* Antonio Barison
* Luca Peroni
* Moreno Menini
* Fausto Faccia
* Andrea Viviani

Sostenuti a distanza da Giuseppe Segato (deceduto per cause naturali il 27 marzo 2006) Severino Contin e Luigi Faccia. Dopo i fatti del campanile quei Serenissimi che nei processi si sono trasformati in collaboratori di giustizia sono confluiti successivamente in un una associazione culturale che usa immotivatamente le denominazioni utilizzate prima dell’8 Maggio, ma con assurde tendenze sioniste-maoiste. Tutti gli altri, al contrario, hanno mantenuto invariate le convinzioni di fondo che li hanno spinti all’azione.
Il 10 Giugno 2008 la Corte di Assise di Appello di Venezia ha assolto con formula piena gli ultimi 3 Patrioti rimasti sotto processo con l’accusa di associazione sovversiva: Gilberto Buson Flavio Contin e Cristian Contin.
Giuseppe Segato, l’ambasciatore che i Serenissimi aspettavano sotto il campanile, ma anche il loro ideologo, è stato incarcerato ripetutatmente e condannato a 3 anni e 8 mesi di prigione grazie alle accuse del principale collaboratore di giustizia, pur non avendo materialmente preso parte all’azione. In tutto è stato agli arresti per 20 mesi. E’ morto per cause naturali il 24 marzo 2006.

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