Intervista sul “Cinghiale Corazzato”.

Publichemo de suguito l’intervista rilasada da Giacomo Mirto, portavose Xoventù Independentista, al giornalino della Comunità Antagonista Padana, movimento studentesco independentista all’Università Sacro Cuore di Milano.
Ringraxio Piergiorgio Seveso par l’oportunità datami.

Sito della CAP: http://www.capcattolica.org/

Par vedar el jornal clica qua! P. 16-17-18















Per la serie “Indipendentismi in movimento”abbiamo intervistato Giacomo Mirto, classe1989, militante del movimento politico Veneti e Portavose Nasional de Xoventù Independentista.

Ci racconti in breve la storia del tuo movimento politico? Quali sono i suoi principali obiettivi a breve e medio termine?

Il movimento di cui faccio parte si chiama Veneti. E’ un movimento politico Indipendentista, trasversale ai partiti e interessato a non partecipare direttamente alle elezioni. Intatti, siamo convinti che i partiti dividano il popolo Veneto, invece, in questo momento c’è bisogno di assoluta unità.
Fondato nel Febbraio 2007 da un gruppo di persone provenienti dal mondo del lavoro e della scuola, con una modesta esperienza politica ma consapevoli dell’assenza di un movimento indipendentista serio in Veneto, il suo principale obiettivo è diffondere in maniera trasversale nella società Veneta la consapevolezza di appartenere a un popolo distinto, in possesso del diritto all’autodeterminazione e all’indipendenza, e che tale via è l’unica per uscire dalla profonda crisi in cui versa in tutti i campi: da quello economico a quello morale a quello linguistico e identitario.
L’obiettivo strategico è, naturalmente, il conseguimento dell’indipendenza della Venetia da attuarsi in modo pacifico e non-violento con il supporto della diplomazia internazionale applicando i trattati internazionali, sottoscritti anche dallo stato italiano, attraverso un referendum ufficiale per l’autodeterminazione.
I nostri obiettivi a medio termine, sono:
incentivare l’esposizione della bandiera della Regione Veneto, il gonfalone di San Marco, sugli enti pubblici e sulle scuole;
abolire le prefetture;
istituire di un corpo di polizia veneta che sostituisca l’arma dei carabinieri,
il ritiro dell’esercito italiano (esercito di occupazione) dal Veneto;
l’apertura di una trattativa con gli USA per la riduzione degli organici attualmente presenti;
Le attività principali sono la divulgazione delle nostre idee attraverso gazebi, convegni, manifestazioni e volantinaggi, par accrescere e diffondere il pensiero indipendentista, fino e far aderire ad esso almeno il 50% dei Veneti, e portare a conoscenza della comunità internazionale la nostra lotta per l’indipendenza. Per concretizzare questo progetto e diffondere le nostre idee, ci avvaliamo di economisti di fama internazionale e docenti universitari.


Veneto e Venetia: quali sono secondo te i confini storico di un Veneto indipendente?

Veneto è il termine utilizzato dai burocrati dello stato italiano per identificare una parte della Venetia, inizialmente per ragioni statistiche e poi come base per il decentramento amministrativo.
La questione è complessa e delicata, per il movimento “I Veneti” la Venetia deve comprendere l’area storica della Repubblica Veneta unitamente alla Venetia linguistica ovvero il territorio storicamente abitato da parlanti la lingua veneta e quindi i territori di Trento e Trieste, includendo anche zone abitate da popolazioni linguisticamente distinte (cimbri, sloveni, ladini e friulani) da tutelare e valorizzare. I suoi confini dovrebbero essere: fino all’Adda ad Ovest e al Po a sud, quindi i territori di Bergamo Cremona, Brescia, Mantova e Rovigo, a nord tutto il Trentino, Belluno ed il Cadore, e ad est fino a Trieste compreso tutto il Friuli Venezia Giulia.
Io per primo mi rendo conto che, dopo oltre 150 anni di occupazione italiana, è difficile credere che gli abitanti di questi territori si sentano Veneti, è un utopia. Tuttavia un progetto, in quanto tale, deve basarsi su elementi oggettivi e storicamente attestati, il resto rientra nel campo della dialettica politica. E’ per vero comunque che molte sono le somiglianze che legano gli abitanti di questo territorio, pur parlando lingue distinte: lo stesso spirito imprenditoriale e la dedizione al lavoro ed alla famiglia, la fortissima responsabilità e rispetto per la cosa pubblica.
Il movimento I Veneti auspica l’indizione di un referendum per l’autodeterminazione almeno sui territori dell’attuale regione Veneto. In caso di esito positivo un simile referendum potrà essere richiesto anche dai popoli abitanti i territori confinanti.
Secondo lo spirito di rispetto per tutti i popoli governati (tipico della Repubblica Veneta), non è nostra intenzione costringere alcuno ad entrare nel nuovo Stato Veneto, chi vorrà aderire lo farà spontaneamente, inoltre, il nuovo stato dovrà concedere alle municipalità larghe autonomie.


Quali sono, a tuo avviso, i principali torti subiti dal popolo veneto da parte dello stato italiano?

L’elenco è lungo. I principali sotto gli occhi di tutti a mio avviso sono:
la cancellazione e la distorsione della storia in particolar modo quella insegnata nelle scuole con il tacito consenso di insegnanti, i quali sono spesso più ignoranti degli allievi stessi; è infatti imperdonabile che la storia plurimillenaria del mio Popolo venga segregata in 10 righe o, peggio, non venga proprio citata;
lo sfruttamento coloniale perpetrato dallo stato italiano dal punto di vista economico, con una oppressione fiscale iniqua con l’80% delle risorse fiscali sottratte e sperperate in mille rivoli fuori dalla Venetia (nei modi clientelari, mafiosi e tangentari che conosciamo) e le conseguenze sull’inquinamento e sulla cementificazione dissennata (spesso usata dai comuni come fonte di entrate in assenza di trasferimenti dallo stato centrale);
la discriminazione linguistica ed etnica: più del 70% dei Veneti parla la lingua veneta, nelle sue varianti, che è pure riconosciuta dalla Regione Veneto, eppure ancora oggi non viene insegnata nelle scuole anzi, speso è denigrata e offesa o impiegata per ridicolizzare i veneti sui media italiani;
Infine lo sfruttamento militare con l’occupazione di vaste aree di terreno riservate all’esercito spesso abbandonate e cadute in disuso, ricettacolo di malavitosi o disperati.


Cosa spinge un ragazzo della nostra età a diventare militante indipendentista in tempi di conformismo bipolare all’italiana?

Domanda interessante, io credo che la molla che spinge un giovane a entrare nel mondo indipendentista sia prima di tutto la presa di coscienza di appartenere a un popolo differente da quello italiano. Difficilmente un giovane decide di militare (quindi partecipare attivamente) in un movimento indipendentista senza aver maturato dentro di se una forte coscienza identitaria.
Per questo devo ringraziare Raixe Venete (associazione culturale apolitica e apartitica) che ha fatto scattare in me la molla del sentimento identitario, mai percepito prima di allora . Una volta superato questo primo scalino le motivazioni sono tante, desumibili dalla domanda precedente.
Io credo che, per rimanere a tematiche attuali, quando scopri che il tuo vicino di casa o un conoscente che si spacca la schiena in fabbrica 10 ore al giorno, contribuendo al benessere dello stato italiano, è poi costretto a rubare al supermercato per mangiare o ad andare alla mensa dei poveri, per colpa dei mutui, delle banche o delle tasse statali, allora credo che basti questo per convincersi a combattere questo stato iniquo e il suo sistema marcio.


Ma il vostro movimento ha deciso di dotarsi anche di una sezione giovanile?

Visto che si stanno avvicinando al movimento I Veneti numerosi giovani, nell’ultimo congresso nazionale è stato deciso di creare il ramo giovanile-studentesco de I Veneti: Xoventù Independentista, infatti, mantiene la linea politica dei Veneti propagandando gli ideali indipendentisti ai giovani con i mezzi a loro più affini: da internet ai volantinaggi fuori dalle scuole, nella organizzazione di feste in bar o discoteche.
Il movimento ha un occhio di riguardo per quanto concerne il mondo della scuola e dell’università dove, tra l’altro, noi proponiamo oltre all’introduzione della lingua Veneta e il potenziamento della lingua Inglese, l’istituzione di graduatorie che diano precedenza a insegnanti residenti in Veneto da almeno 15 anni e che abbiano superato test di conoscenza di storia, cultura e lingua veneta.
Il movimento XI si pone inoltre come obiettivo quello di creare dei ponti a livello internazionale con i movimenti indipendentisti sparsi per l’Europa con l’istituzione di tavoli di lavoro al fine di poter diventare, noi giovani i protagonisti nella costruzione di un’ Europa dei popoli, delle nazioni e non degli stai ottocenteschi ormai antiquati e inutili.

Giacomo Mirto
Socio del Mov. Politico “Veneti”
www.iveneti.org
Portavose Xoventù Independentista
www.xoventu.org

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