Mas, il leader nazionalista che manca al Veneto

artur-masFare politica è cosa seria. Fare politica non è elaborare slogan giocando all’eterna vittima. Fare politica significa sapere quel’è il momento di subire e quale quello di attaccare e imporre la propria opinione.
Artur Mas è stato eletto Presidente della Catalogna il 27 dicembre 2010, dopo una carriera politica lunga e brillante che lo ha visto passare da Ministro prima e capo dell’opposizione poi.
Ma come detto, serve avere l’intelligenza di saper cogliere il momento giusto, e lui l’ha avuta: due anni dopo la sua elezione alla presidenza della Catalunya, a seguito dello stallo nelle trattative con Madrid, decide di indire nuove elezioni presentando un’inedita storica alleanza tra i Nazionalisti catalani della CiU e gli indipendentisti di sinistra di ERC.
Ottiene in questo modo la maggioranza assoluta dei seggi e per tre anni governa la Catalogna.
Nel 2014, come naturale compimento di un processo di maturazione politica, indice formalmente il referendum per l’indipendenza della sua Nazione, prontamente bloccato da Madrid.
Realizzato il 9 novembre dalla società civile in forma autogestita, fa emerger una volontà schiacciante della popolazione per l’indipendenza. Le trattative con Madrid, al fine di indire una consultazione legale proseguono per un altro anno, ma dato il muro contro muro nell’agosto 2015 scioglie nuovamente il Parlamento, proclama le elezioni il 27 settembre e lancia la lista unitaria “Junts per Sì”, che raccoglie oltre alla CiU ed Erc anche i principali raggruppamenti culturali e sociali favorevoli al diritto dei catalani a decidere. Lo scopo? Ottenere la maggioranza assoluta e dichiarare l’indipendenza in modo unilaterale e senza ulteriori consultazioni.

Questa in estrema sintesi l’ascesa che ha visto Artur Mas nel giro di 5 anni, vada come vadano le cose, creare uno tzunami così forte che, ne sono sicuro, gli permetterà di essere ricordato come il Lluís Companys del XX secolo, colui che mettendo a repentaglio la sua intera carriera politica, e la sua vita aggiungo io, optò per la svolta separatista mettendo la Spagna con le spalle al muro e dando interamente la palla ai catalani.
Un politico Nazionalista con al centro della sua visione politica i catalani e la Catalunya e che interpreta, giustamente, l’indipendenza non come un mantra da ripetere ad ogni occasione ma come un’eventualità qualora gli interessi dei catalani fossero messi in discussione dallo Stato centrale. E così è stato.

Spetta a loro ora decidere se sfruttare l’assist del gol della vittoria al 90′ minuto o sprecare questa storica e forse irripetibile occasione.
Il tempo dei tentennamenti, del vediamo con calma e dei ma è finito: serve fermezza, decisione e coraggio. Il Barcellona si è sempre dimostrata una squadra vorace di goal. Speriamo i suoi tifosi lo siano altrettanto.

Giacomo Mirto
Xoventù Independentista