I veneti non sono catalani: ma abbiamo qualcosa da imparare

catalunya-venetoHanno fatto il giro del mondo le immagini dell’impressionante manifestazione oceanica a Barcellona per commemorare la Diada l’11 settembre. Sono 1.4 milioni i catalani scesi in strada nel giorno della loro festa nazionale, per affermare prima di tutto il principio secondo cui in Catalunya decidono i catalani.

L’invidia difronte a simili immagini è naturale e la speranza che anche in Veneto si vedano tali scene, ci scalda il cuore al solo pensiero.

Poi però subentra la razionalità e la consapevolezza che i veneti non sono catalani, e viceversa. I catalani hanno un retaggio socio-politico diverso, se non opposto a al nostro. La loro cultura tipicamente mediterranea è diametralmente diversa alla nostra più subalpina e mitteleuropea. Anche le tematiche sociali e politiche su cui ha fatto leva l’indipendentismo non possono che essere diverse; i veneti sono un Popolo che genera innovazione ma allo stesso tempo conservatore e fortemente legato a valori per noi imprescindibili come la famiglia, la casa e il lavoro.

I veneti insomma hanno sangue meno caldo, ma non per questo si lasciano mettere i piedi in testa. Storicamente le “insorgenze” sono sempre state presenti in Veneto in special modo nel 1800. La differenza tra le grandi resistenze e le nostre, sta nel fatto che anche l’opposizione ad esempio alla vendita dei boschi comunali ai privati intorno al 1840, ha generato sollevazioni più o meno pacifiche ma frammentate, spesso diverse e non cooperanti da Comune a Comune.
Questa logica, presente tutt’ora nella società veneta dove “una testa, un capannone”, unita alla totale distruzione dell’identità veneta perpetuata nel 1900 dallo Stato italiano attraverso emigrazione, guerre, televisione e scuola, ha fatto si che tutt’ora i veneti non sappiano ragionare da “Noi” ma solo da “io”.
Quante volte avete sentito persone lamentarsi “eh ma sio sempre divisi a litigare a vicenda, dove volio ‘ndare” riferito al mondo indipendentista?

Credo che la lezione più importante consegnataci dai catalani sia innanzitutto che la cultura, l’identità e non l’economia sono la base di una Nazione. E che fintanto continueremo a ragionare in una miope ottica individualista “io…io…io…io…” non riusciremo MAI a fare squadra e mobilitare più di qualche migliaio di attivisti. Se vogliamo passare da Regione italiana a Stato indipendente dobbiamo iniziare a ragionare in termine di “Noi” mettendo da parte i particolarismi o il sentimento secondo cui “la mia idea è sicuramente migliore della tua”.

Giacomo Mirto
Xoventù Independentista