“Ła storia de Joanìn sensa paura” di Erik Pretto (in lengoa veneta!)

Presentazione
Il libro “Ła storia de Joanìn sensa paura – Memorie de un Alpin de ła Seconda Guera Mondiałe” raccoglie la testimonianza storica di Natale Turcato detto Giovanni (nato a Marano Vicentino il 17/12/1919, tuttora in vita), il quale fu Alpino dell’Esercito Italiano durante il Secondo Conflitto Mondiale e successivamente internato militare nei Lager nazisti.
L’opera è nata per volontà di un nipote di Natale, il quale ha iniziato, qualche anno fa, a raccogliere il più fedelmente possibile i ricordi del nonno, nel timore che il tempo li disperdesse per sempre. Tali racconti, raccolti inizialmente in ordine sparso e successivamente riordinati cronologicamente, sono stati trascritti in lingua veneta, così come l’autore ha avuto la fortuna di ascoltarli.
Ne è nato un racconto scorrevole, piacevole alla lettura, arricchito da svariate fotografie e da alcuni documenti d’epoca.
Il libro è organizzato in una serie di brevi capitoli consecutivi, autonomi fra loro, in ognuno dei quali viene trattato un episodio della vita del protagonista. Questa scelta narrativa rende il racconto assai gradevole, e permette eventualmente al lettore di scorrere l’intero volume per soffermarsi soltanto sui paragrafi ritenuti più interessanti.
Per info: http://www.joaninsensapaura.com/
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“Gli ultimi veneti” di Gianfranco Cavallin
Presentazione
Quarta edizione
408 pagine, 239 figure a colori
In vendita nelle librerie e nelle edicole
€15,90
Un libro che inizia con una radiografia della Repubblica Veneta nel momento della sua massima grandezza e prosegue con due parti: la prima parte spiega come una Repubblica così grande e potente possa essere scomparsa e cosa sia successo ai suoi territori dal 1797 ad oggi; la seconda parte ricostruisce l’immane emigrazione veneta, un veneto su due: da dove partirono, dove andarono e dove ancora oggi hanno conservato la Lingua veneta; dati che creano una irrequietezza: fu emigrazione?
Rispetto alla seconda edizione, dalla terza sono state aggiunte 37 figure ed è stata ampliata la parte riguardante le origini etniche dell’Alto Adige e la parte riguardante la situazione militare veneta al momento della conquista Napoleonica, è stata aggiunta la questione ladina, la bancarotta del sistema di Law e quella della Francia al momento della Campagna d’Italia di Napoleone, è stato ampliato il capitolo riguardante i Veneti sotto lo Stato italiano e l’“Identità mutilata”.
Interrogativi storici a cui questo libro cerca di dare una risposta:
Comparazione tra la X Regio “Venetia et Istria”, la Repubblica Veneta, il Triveneto di oggi – l’Alto Adige terra degli Euganei-Liguri? – i Ladini e la germanizzazione dell’Alto Adige – i Templari e i Veneti – i Veneti in America prima di Colombo? – perché la Rivoluzione francese? Connessioni tra la bancarotta francese, il sistema di Law, la Rivoluzione francese e l’occupazione della Repubblica Veneta da parte di Napoleone – Napoleone gran Generale o ci sono altre verità? – i Veneti erano davvero indifesi? – perché la Repubblica Veneta non combatté? – debolezza o complotto?
Il Tempio di Salomone, i Templari, la Massoneria, la scoperta dell’America, i Giacobini, i Savoia, i Veneti… i Veneti?
Questo libro è la ricostruzione storica della Repubblica Veneta dalla fondazione del suo Tempio alla sua grandezza e alla sua caduta e di cosa accadde ai suoi territori da Napoleone ad oggi. Un viaggio attraverso il tempo dalle origini dei Veneti fino ad oggi attraversando il suo tentativo d’unificazione d’Italia frantumatosi addosso alla Lega di Cambrai, l’occupazione francese, poi austriaca, le due guerre mondiali, l’occupazione nazista, la Resistenza, le deportazioni, la questione di Trieste, la zona A e la zona B, la caduta del muro di Berlino, la frantumazione della Iugoslavia. Una storia veneta di 28 spartizioni, 6 deportazioni, 5 occupazioni, 3 guerre sul suo territorio, 1 fuga etnica dall’ex Iugoslavia.
Fuggire da: guerra, paura, persecuzioni religiose o politiche, repressione, disoccupazione, povertà. Da cosa fuggirono i Veneti?
C’è un collegamento tra tutti gli argomenti di cui sopra e la così detta “emigrazione” veneta? Fu emigrazione? Perché la più grande “fuga” d’Italia fu veneta? Un Veneto su due? Dove andarono tutti quei Veneti?
La seconda parte del libro ricostruisce l’immane diaspora veneta: da dove partirono, in quanti Stati emigrarono, in quali Stati hanno mantenuto la loro Lingua.
Per info: http://www.zephyrusedizioni.it/
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“La vera storia della Liga Veneta” di Gianfranco Cavallin

Presentazione
prefazione di Roberto Ciambetti
Prima edizione
247 pagine, 166 figure a colori
febbraio 2010
In vendita nelle edicole del Veneto e del Friuli Venezia Giulia
€19,90.
La politica è un male necessario?
Ecco un paziente lavoro di documentazione (dalle origini al 1988), che fornisce al lettore una visione ed un racconto completamente diversi, ma sicuramente più corrispondenti alla realtà della Liga Veneta, dopo i vari libri scritti sul tema (Francesco Jori, Dalla Liga alla Lega, 2009; Guido Passalacqua, Il vento della Padania. Storia della Lega Nord 1984-2009, 2009; Sergio Frigo, Caro Zaia vorrei essere lighista ma proprio non ci riesco, marzo 2010).
Storia della volontà di difendere la propria cultura, le proprie radici, i propri diritti; questa è la storia di come la Cultura di un Popolo sia stata costretta a entrare nel gioco della politica per cercare di sopravvivere.
Ecco il perché di questo libro. L’interprete principale non è la Liga Veneta, non è la politica ma la Cultura veneta fattasi militanza politica per farsi conoscere al mondo. Non storia politica dunque ma storia di una sopravvivenza fattasi partito.
Solo storia, non politica.
Copertina posteriore: “In questo libro si racconta di come un popolo si sia fatto militanza politica per combattere contro la Storia che nei suoi confronti ha commesso la più nefanda delle ingiustizie: cancellarlo. E’ la storia di un’anima paragonabile a quella degli Ebrei perché, come gli Ebrei hanno saputo guardare avanti, conquistarsi il loro diritto ad una patria, lottando ancor’oggi per il loro diritto a vivere in sicurezza nonostante diaspore e stermini, analogamente i Veneti, nonostante più di 20 spartizioni dei loro territori, 6 deportazioni, 5 occupazioni, 3 guerre nelle loro terre, hanno ancora voglia di battersi per il loro futuro, quello dei loro figli, quello delle generazioni che li seguiranno”.
Per info: http://www.zephyrusedizioni.it/
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“1809: l’insorgenza veneta” di Ettor Beggiato

Presentazione
Banditi o patrioti veneti?
Giuseppe Boerio nel suo “Dizionario del dialetto veneziano” stampato a Venezia nel 1856 parla dei “briganti” in questi termini:
“Con tale nome erano comunemente chiamati nell’anno 1809 coloro che nelle varie nostre provincie si sollevarono”; lo storico trentino Aldo Bertoluzza anticipa l’utilizzo del termine, almeno per quanto riguarda il Veneto, al 1797:
“La denominazione di briganti che verrà riportata da gran parte degli storici risale al mese di aprile 1797, quando avvenne l’emigrazione nel Trentino di fuoriusciti veneti antifrancesi e la formazione di quei primi nuclei che Napoleone stesso battezzava briganti, e che diventeranno poi gli affiancatori dei malcontenti tirolesi e di Andreas Hofer nel 1809”
Attraverso il concetto di “brigante” si tentava, e si tenta, di screditare chi lottava comunque per un’idea, per difendere la propria terra, la propria casa, la propria tradizione.
E così “briganti” furono tutti coloro che in tantissimi comunità della penisola italiana resistettero alle orde napoleoniche e giacobine, “briganti” furono chiamati i Vandeani che pagarono con il sangue la difesa della loro identità, “briganti” divennero più tardi coloro che si ribellavano nei confronti dei “liberatori” sabaudi e che vedevano i loro paesi rasi al suolo da certi figuri che ora campeggiano nelle nostre piazze.
L’insorgenza del 1809 assume il carattere di una vera e propria ribellione contro il conquistatore, contro l’Infame Napoleone.
Si può certamente parlare di una guerra di liberazione contro l’invasore straniero e i suoi collaborazionisti locali (i giacobini veneti) in un contesto che assume una caratteristica europea e che parte dalla Vandea tocca il Tirolo incendia la Spagna e coinvolge, in forme diverse, l’intero continente.
Da una parte i popoli decisi a difendere la loro terra, la loro storia, le loro tradizioni dall’altra Napoleone e i suoi alleati; da una parte la difesa della propria religiosità dall’altra l’offensiva del laicismo; da una parte le “piccole patrie” dall’altra l’espansionismo francese, da una parte la battaglia autonomista dall’altra il centralismo più ottuso e rapace che affama la nostra gente con nuove tasse particolarmente odiose come quella sul macinato..
Si calcola che dal 1796 al 1815 le varie insorgenze coinvolsero nella sola penisola italiana più di 300.000 persone; sicuramente ne morirono più di centomila. [continua]
Per info
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“LEPANTO – La Gran Bataja “

Presentazione
FUMETTO SULLA BATTAGLIA DI LEPANTO
Volume interamente a colori – pagine 163 a colori
formato: 24x32cm ca.
copertina lucida
volume cartonato
Una produzione “Raixe Venete”
Disegni di Michele Nardo
con la consulenza storica di Danilo Morello
Introduzione di Lorenzo Fogliata
“Lepanto, la Gran Bataja” non è soltanto un Fumeto: è un vero e proprio volume di Storia, uno strumento innovativo ed utile per capire il valore della nostra Identità, attraverso le imprese dei tanti e tanti Veneti che, nei secoli, si sono sacrificati con onore e gloria per la nostra Patria. La Battaglia di Lepanto ha segnato letteralmente il destino dell’intera Europa, salvandola dal pericolo turco; rimasto scolpito nella memoria, questo Evento ha segnato un’epoca, ma la scola italiana continua a censurarlo.
I Veneti in quel giorno del 7 de otobre del 1571 erano in prima fila!
Andiamo attraverso questo nuovo Fumetto – disegnato da Michele Nardo – a rivivere la nostra Storia, una Storia fatta di Eroi veri, che hanno combattuto per veri e nobili ideali e per garantire, anche a noi Veneti moderni, un Futuro di paxe e di libertà.
“Lepanto, la Gran Bataja” no’l xe solo che on Fumeto: el xe on volume de Storia, on strumento novo e utile pa capire el valore de la nostra Identità, ‘traverso le inprexe dei tanti Veneti che, nei secoli, i se gà sacrificà co onore e gloria pa la nostra Patria. La Bataja de Lepanto gà segnà el destìn de l’Europa, salvandola dal pericolo turco; xe stà on Evento che gà segnà na epoca ma che la scola italiana la continua a censurare.
I Veneti che’l jorno del 7 de otobre del 1571 i xera in prima fila!
‘Ndemo co sto novo Fumeto – dixegnà da Michele Nardo – a rivìvare la nostra Storia, na Storia fata de veri Eroi, che i gà conbatésto pa veri ideali e pa garantire, anca a nialtri Veneti moderni, on Futuro de paxe e de libartà.
Per info
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“Indiani d’Europa – Euskal Herria” di Gianni Sartori

Presentazione
La storia dei Paesi Baschi (Euskadi) dalle origini al 2004!
352 pagine
con più di 100 foto (fra cui molte a colori)
Editrice Scantabauchi
prodotto da Raixe Venete
Di Euskal Herria si parla quasi esclusivamente in occasione di tragici attentati, ma in realtà la ‘questione basca’ è molto più complessa e tocca problemi di fondo come il diritto all’autodeterminazione dei Popoli, le molteplici violazioni dei diritti umani perpetrati dagli stati e la difesa della propria identità culturale. Questo libro vuole essere un’espressione di solidarietà nei confronti del popolo più antico d’Europa, mettendo in discussione gli stereotipi periodicamente diffusi dalla stampa ufficiale.
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“IRLANDA – Tutti i colori del Verde sotto un cielo di piombo” di Gianni Sartori

Presentazione
Pubblicato da Raixe Venete
Editrice Scantabauchi
pagine 344
più di 100 foto e un inserto a colori!
La Storia dell’Irlanda
un Popolo in lotta per l’indipendenza e la pace
Dalla battaglia di Boyne del 1690 a Michael Collins, dalla nuova IRA degli anni sessanta ai recenti tentativi di pacificazione.
Gianni Sartori, sulla scia di “Euskadi, Indiani d’Europa”, continua a raccontarci la storia dei Popoli che lottano per la libertà attraverso foto inedite, documenti e interviste ai protagonisti del conflitto in Irlanda del Nord.
Il movimento di liberazione nazionale irlandese, con la sua storia plurisecolare, fatta di successi e di sconfitte, di violenza e di speranza, è la dimostrazione di quanto complessa e difficile possa essere la via verso la libertà di un Popolo.
Il caso irlandese è un esempio emblematico per tutti coloro che, al giorno d’oggi, stanno lottando per la propria autodeterminazione.
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