Solidarietà per le minacce di morte al nostro portavoce.
Si susseguono da un paio di mesi minacce al portavoce di Xoventù Independentista, Mirto Giacomo. Dopo alcuni sms minatori ricchi di insulti contro di lui e contro la battaglia indipendentista intrapresa, siamo passati alle minacce di morte apparse sul social network “facebook” come commento ad un link postato da un utente.
Lui non si lascia intimorire e comunica che: “Queste minacce sono per me medaglie al petto, vedere l’astio che gli italiani hanno nei miei confronti grazie a una politica chiara ferma e decisa a favore dell’indipendenza del Veneto dall’Italia, non ha prezzo. Abbiamo manifestato a Venezia e mentre i turisti italici ci ricoprivano di insulti, i negozianti veneziani ci plaudivano. Siamo sulla strada giusta.” Ha infine affermato: “Ho sempre fatto politica mettendoci la faccia e sempre lo farò”.
Concludiamo inviando tutti i veneti che subiscono insulti o angherie a causa della loro indole politica a farcelo presente. Il razzismo italiano nei nostri confronti va fermato.
W San Marco
Direttivo Xoventù Independentista.
www.xoventu.org
Il messaggio (clicca per ingrandirlo):
Com. Stampa: Sit-in sotto l’ambasciata del Belgio
Si comunica che il movimento indipendentista VENETI e Xoventù Independentista hanno indetto un sit-in di fronte al consolato belga a Venezia.
Il presidio viene organizzato dopo l’ennesima crisi di governo nel Belgio dove la convivenza tra Fiamminghi e Valloni è ormai insostenibile.
I Fiamminghi sono un Popolo storico, hanno il diritto ad avere l’indipendenza, cosi come i Veneti, e proclamare un proprio stato indipendente.
Vogliamo un’ Europa dei popoli e delle nazioni e non degli stati multinazionali ormai falliti.
L’appuntamento è alle ore 17.00 davanti al consolato, 5 minuti da piazzale Roma e stazione ferroviaria .
http://maps.google.it/maps?hl=it&ie=UTF8&q=consolato+belga+venezia&fb=1&gl=it&hq=consolato+belga&hnear=venezia&view=map&cid=8319560316595874054&iwloc=A&ved=0CBcQpQY&sa=X&ei=g4fRS4SQIsSY_Qaaz6nHBA
Tijd voor onafhankelijkheid!
Xe ora del’independensa!
E’ ora dell’indipendenza!
Giacomo Mirto
Portavoxe Xoventù Independentista
Il 25 Aprile esponiamo con orgoglio la nostra bandiera Veneta
Un malinteso sentimento di integrazione verso persone di culture, religioni e usanze diverse provenienti da altri continenti o regioni d’Italia, si trasforma per alcuni in uno strumento di autocensura nei diversi contesti sociali in cui normalmente manifestiamo gli aspetti della nostra identità collettiva. Si parli dell’esposizione dei crocefissi in luoghi pubblici, dell’allestimento dei tradizionali presepi natalizi o addirittura della preparazione di piatti della nostra cultura enogastronomica, si sentono qua e là voci di funzionari o semplici cittadini che chiedono di rinunciare alle nostre usanze per “paura di offendere” coloro che provengono da altri contesti.
Una sorta di cupio dissolvi, di nichilistica rassegnazione di cui evidentemente è affetta una piccola minoranza della nostra gente che sta perdendo le ragioni stesse del vivere collettivo e comunitario senza ricevere nulla in cambio da quella società fluida impersonale, individualista, disperatamente disgregata, che in una parola chiamiamo “globalizzata”. Eppure la perdita di senso esiste solo per coloro che con ostinazione coltivano l’oblìo e la cancellazione della nostra memoria collettiva.
Ci sono simboli, date, ricorrenze che non passano e non passeranno. Una di queste è sicuramente il 25 Aprile, ricorrenza di San Marco patrono delle Genti Venete. E’ una ricorrenza religiosa che la Serenissima Repubblica ha reso anche e soprattutto civile rivendicandone simbologia e valenze nella sua stessa bandiera. Da secoli, in effetti, esprime il massimo momento di unità del Popolo Veneto.
In questa data riaffermiamo quindi il sentimento di continuità ideale che ci lega ai nostri avi ed ai nostri posteri. E riaffermiamo in pari tempo le idee cardine che la concezione politica Veneta ha espresso in più di un millennio di indipendenza e due secoli di insorgenze e rivolte e proteste per riconquistarla: l’idea che il bene comune debba prevalere sugli interessi particolari, l’idea che l’uomo di Stato debba essere al servizio della Nazione tanto offrire ad essa la vita se necessario, l’idea che lo scopo dell’esercizio del potere è la limitazione degli abusi e dei soprusi verso le classi deboli della società. Un’idea del mondo, questa, ben chiara nella testa di quei patrizi Veneziani che si facevano decapitare o spellare vivi a Cipro per non arrendersi alla più bassa barbarie ottomana; quelli che sotto le mura di Padova hanno umiliato gli avidi imperatori della Lega di Cambray resistendo al più gigantesco assedio che l’Europa avesse visto; o quei contadini vicentini che si facevano squartare dalle soldataglie napoleoniche piuttosto che ammainare la bandiera di San Marco. Crediamo che quei valori e quell’idea del mondo siano attuali oggi più che mai e sono simboleggiati dalla nostra bandiera, “carica di gloria vera” come recita l’inno ad essa dedicato composto da Giuseppe Segato.
Il 25 Aprile, invitiamo pertanto i Veneti ad esporre con orgoglio la bandiera Veneta dalla propria abitazione. E’ un segno di continuità di cui andare fieri.
La cultura del niente, la “paura di offendere” sono figlie di un oblìo forzato che non ha più ragion d’essere. E’ ora di voltare finalmente pagina.
Moreno Menini
Associazione culturale
“Bepin Segato”
Ci risiamo
Cambia il presidente, cambia la giunta ma la sostanza non cambia.
Il riconfermato assessore all’istruzione Elena Donazzan non ha perso tempo, iniziando da subito ad attaccare la Lingua Veneta.
In un’intervista di ieri alla domanda del cronista ha infatti risposto:
E il dialetto a scuola?
«La penso come il presidente Zaia: prima l’italiano, poi l’inglese e se avanza tempo insegniamo la nostra cultura. Che vuol dire: la letteratura, la Grande Guerra, la nostra tradizione rinascimentale, medievale. E il dialetto: che non è una lingua, ma un linguaggio familiare».
Pensa a insegnanti veneti per i veneti, calabresi per i calabresi?
«Assolutamente no. Non distinguo la provenienza, ci mancherebbe: sarebbe anticostituzionale!».
Sono frasi di una gravità inaudita, tanto più che provengono da un’assessore scelto dal neo governatore Veneto Luca Zaia, il quale prima delle elezioni si è fato paladino della difesa della cultura e lengoa veneta, ricevendo molti voti dell’ ambiente venetista e identitario per questo.
Chiediamo quindi un’immediata smentita e replica alle parole della Donazzan ricordando, che vi è persino una legge regionale da loro creata, che tutela e salvaguardia la LINGUA VENETA e non il dialetto o lingua familiare.
Inoltre, alla signora Donazzan, chiediamo dove fosse negli ultimi 30 anni, in quanto al quinto anno delle superiori non si insegna altro che la grande guerra e la 2 guerra mondiale, come propaganda nazionalista italiana.
La storia a cui noi ci riferiamo sono i 2000 anni in cui esiste il popolo veneto e i 1000 anni di stato vento indipendente.
Per quanto concerne gli insegnanti come si può parlare di graduatorie regionali senza una distinzione netta tre veneti e non veneti? Xoventù rimarca la necessità che nelle scuole venete vi siano insegnati madrelingua veneti che siano cresciuti nel nostro territorio e che ne conoscano le caratteristiche.
Independensa, fora dal’italia.
Giacomo Mirto
Portavoxe Xoventù indipendentista
3498871753/giomir@alice.it
Xoventù Independentista cambia logo… anzi impronta!
Dopo mesi di riflessioni abbiamo deciso di modificare il simbolo che rappresenta xoventù dandogli un taglio completamente diverso, nuovo, accattivante e mai utilizzato prima.
Il nuovo logo concentra in sé tutto ciò che cercavamo:
un simbolo chiaro, semplice, facilmente riproducibile che simboleggia l’indipendentismo giovanile veneto, ma che avesse un legame con il passato come segno di continuità nella lotta dei nostri padri per la difesa della nostra Patria veneta.
L’effige adottata non è altro che la V in venetico, prima lingua dei veneti antichi, in un cerchio con sfondo blu, colore nazionale veneto.
Nulla cambia nella politica portata avanti da xoventù che dopo questa novità riprenderà tutte le attività che a breve renderemo note!
W L’INDIPENDENZA, VIA DALL’ITALIA.
Bassano del Grappa: vergognoso teatrino dei nazionalisti italiani.
Bassano del Grappa: vergognoso teatrino dei nazionalisti italiani.
Ciò che è avvenuto oggi a Bassano ha del ridicolo, oltraggioso e vergognoso.
9 scuole hanno infatti iniziato le lezioni sotto un pennone cantando l’inno italiano e innalzando il tricolore simbolo di infamia e di morte per il Popolo Veneto.
Scene del genere non si vedevano da tempo immemorabile, da quando un nano pelato dettava incondizionatamente legge in questo stivale mal fatto.
Prosegue dunque un’allucinante campagna di italianizzazione dei Veneti da parte dell’uscente assessore all’istruzione Elena Donazzan, che non contenta di partecipare a convegni organizzati da movimenti di estrema destra italiani, con i soldi dei veneti, mette in piedi queste ridicolezze. Vengono in questo modo traviate e condizionate le menti dei giovani, facilmente condizionabili, inculcando loro una falsa identità e obbligandoli a questo teatrino con il finto scopo di commemorare dei morti per una patria, che non sentivano loro.
Nessuno infatti racconta agli studenti dei tanti giovani arruolati nella guerra del 15-18 che si rifiutarono di andare al fronte, o di quelli che venivano fucilati alle spalle dai carabinieri, sul fronte austro-veneto al minimo tentennamento dovuto alla domanda diffusa: “cosa ci facciamo qui?”. Sono gli stessi carabinieri che oggi sono il simbolo dell’unità forzata di questo stato, ancora per poco speriamo.
Ebbene queste sceneggiate folkloristiche sono offensive per le morti di quei giovani, in quanto il tricolore è la prima causa di quei massacri: è come commemorare le vittime del fascismo con la bandiera fascista, ha per caso senso?
Per questi motivi condanniamo tale pagliacciata promettendo la nostra totale mobilitazione nel caso si ripetessero iniziative simili sul territorio veneto.
La storia non si può cancellare.
L’insorgenza del XX secolo è ormai iniziata.
Giacomo Mirto
Portavoxe Xoventù Independentista
giomir@alice.it/3498871753
Parole inaccettabili e confutabili in quanto non solo il nostro idioma nazionale da 1000 anni è il Veneto e non l’italiano, ma gli stessi Veneti non sono e mai saranno di nazionalità italiana.
Il partito di provenienza dell’assessore PDl sponda alleanza nazionale, è da sempre contro ogni forma di manifestazione dell’ identità Veneta per non scalfire la falsa e imposta identità italiana.
Bene quindi questo tipo di iniziative che a prescindere dal partito di provenienza uniscono i veneti facendogli riscoprire l’identità perduta.
A marzo si rinnoverà il governo Veneto e le urne puniranno questi politici unionisti italiani lasciandoli fuori dalla giunta e dai posti di potere.
Giacomo Mirto
Portavoxe Xoventù Independentista
www.xoventu.org
3498871753 / giomir@alice.it
http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/politica/2009/10-ottobre-2009/muraro-inaugura-scuola-dialetto-donazzan-rovina-l-immagine-veneti–1601862327193.shtml
FOIBE: TRAGEDIA VENETA
Na letara el “giornae de Vicensa de ancò
Il 10 febbraio vengono ricordati i 15.000 Veneti (Giuliani-Istriani-Dalmati) che vennero uccisi dalla furia slavo-comunista, assieme ai 350.000 che vennero cacciati dalle loro case, deportati e sfollati che dovettero abbandonare la terra dei loro padri, abitata e coltivata per molto più di 1000 anni. Questa tragedia che divise l’unità territoriale delle terre venete, già sottoposte al dominio dell’Italia e da quel momento spartite con la Jugoslavia, ancor oggi viene rammentata con fastidio da tanta parte degli italiani: dagli ex-comunisti, oggi sedicenti progressisti, perché è una memoria vergognosa che li ha visti complici delle truppe titine fino ad avallare la pulizia etnica dei Veneti; dagli esponenti del centrodestra, perché quando si va più a fondo del biasimo anticomunista emerge quella verità storica che non piace rammentare nemmeno a loro, cioè che il martirio fu subito da un popolo già martire, quello Veneto, nell’indifferenza del popolo italiano che dimostrò in quell’occasione scomoda di non considerare i Veneti come italiani. I Veneti sono italiani solo quando fa comodo, quando devono pagare le tasse.
Il dovere di ogni Veneto è quello di tenere viva la fiamma di quel tragico ricordo, perché il sogno di una ricostituzione dello Stato Veneto passa solo dal desiderio di riunire tutte le genti Venete e di possedere una memoria comune condivisa. Tra di noi, con i nostri fratelli e con i nostri figli, dobbiamo studiare questo episodio violento della Storia omesso dai programmi della scuola pubblica ed evidenziare come l’Italia abbia maltrattato il Veneto una volta di più.
In attesa di riunire terre e genti grazie all’adesione della Croazia nell’UE, che sembra non lontana, teniamo vivo il desiderio di riabbracciare i nostri connazionali facendo il dovuto tributo ai nostri morti.
Davide Lovat











