Non lo hanno ancora capito. Certo è strano perché chi acquisisce incarichi e competenze di rilievo, come in teoria lo è guidare uno stato, dovrebbe saperle certe cose.
Ma evidentemente cosi non è, se nel patriottico discorso di ieri Napolitano minaccia le patrie galere a chiunque cerchi concretamente la “secessione” di parte del sacro suolo italico.
Citando pure un esempio: in Sicilia quando l’Esercito Volontario per l’Indipendenza della Sicilia nel 1944 guidato da Andrea Finocchiaro Aprile con oltre 500 mila iscritti marciava dritto verso l’indipendenza dell’isola, avendo visto da lontano la miseria che si sarebbe rivelata questo stato, fu mandato l’esercito insieme alla galera.
Ora, noi Veneti non dobbiamo farci intimorire o impressionare da questo: i burocrati sanno bene come l’Italia sia una bomba ad orologeria pronta a esplodere ed il Veneto, con ogni probabilità, sarà la miccia che porrà fine a un’era storico-politica non solo da noi, ma anche in tutta Europa.
Dobbiamo quindi estraniarci dalla quotidianità televisiva che ci vuole far credere che lo status quo non possa esser cambiato, o che la costituzione sia per noi vincolo da qua all’eternità.
Viva Dio l’hanno pur sempre scritta degli uomini! Che se anche in buona fede, non hanno tenuto conto di molti fattori che oggi non sono più trascurabili.
Proseguiamo dunque a testa alta per la nostra strada, senza paura, perché la liberazione della nostra amata Nazione veneta con le armi legali della democrazia di certo non si ferma.
Prima o dopo ci arriveremo perchè il Veneto non è Italia.
Giacomo Mirto
Portavoxe Xoventù Independentista
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Twitter: Giacomo_Mirto












