Cosa vogliamo

INDIPENDENZA: PATRIA VENETA LIBARA
Indipendenza del Popolo Veneto e della Venetia nell’Europa confederata delle patrie nazionali
L’independensa xe legale!
1. La legge italiana riconosce lo status di Popolo Veneto (art. 2 / L. 340/1971)
2. Lo stato italiano sottoscrive il diritto all’indipendenza di un Popolo (patto di New York, L. 881/1977)
3. Dal Febbraio 2006 perseguire l’indipendenza non è più catalogato come reato d’ opinione (L.85/2006)

Riunificazione della Venetia e dello Stato Veneto
Sostegno a tutti i popoli in lotta per l’indipendenza

DIFESA DELL’ IDENTITA’ NAZIONALE VENETA
Diffusione dalla bandiera e dell’Inno nazionale Veneto
Lingua, storia e cultura veneta in tutte le scuole di ogni ordine e grado

STOP AL COLONIALISMO ITALIANO
-Assegnazione delle cattedre e ruoli amministrativi con sistema meritocratico favorendo il personale Veneto
-Riformulazione del sistema scolastico: abolizione di tutti i libri di testo e informatizzazione della scuola
-Lavoro: la scuola deve assicurarne e facilitarne l’accesso con programmi mirati.
-Introduzione di sgravi per l’apertura di aziende e negozi per i giovani, nuove politche che incentivino le giovani coppie con corsie preferenziali per l’attribuzione di case popolari e assegni per nuovi nuclei familiari

LA NOSTRA TERRA, IL NOSTO FUTURO
Difesa del nostro territorio dalle speculazioni e dalla cementificazione sfrenata

MANIFESTO INDEPENDENTISTA

-Lengoa Veneta-

1. Par Popoło Veneto intendén łe comunità de persone che savendo de condividàr na eredità storega, cultural e etnolengoistica, łe se riconose una co st’altra parte de ła veneta nasion.

2. Riconosén fa’ naturài e inalienabiłi i diriti ała autodeteminasiÓn e al autogoverno de el Popoło veneto, intendendo par sti qua ła łibertà dei veneti de desidàr e de costruìr tuto queło che riguarda ła so vita e el so destìn, pontando l’asion pułitica so ła salvesa de ła coltura.

3. Da co l’è cascà ła Republica Serenisima Veneta ła nostra tera l’è stada sojeta a tratamento cołoniałe co na sucesion de periodi storeghi caraterixài da na costante decadensa etica, morałe economica e sociałe. Se proponén de cavàr sti efeti negativi promovendo ła indipendensa de ła Venetia.

4. Riconosén i vałori storeghi e colturài che łiga i Popołi de ła Serenisima e afermén el nostro dirito a avèr in comùn ła stesa aspirasion de łibertà, savendo ben łe carateristiche difarenti de ogni Popoło.

5. Ritegnén che el percorso pułitico par riportàr la sovranità del popoło Veneto no ła posa pì esàr reałixà co riforme costitusionałi statuałi. Considerèn che no se posa fàr de manco de doparàr par ła so reałixasiÓn i strumenti juridexi de caratere internasionałe e in particolàr el principio de autodeterminasion dei Popołi.

6. Rivendichen fa’ capitałe dei Veneti Venesia, sità che no ghi n’è de conpagne in volta pa’l mondo.

7. El rinasimento morałe e pułitico dei veneti lìè łigà ała vołontà de ognùn de riciaparse ła so identità de Popoło veneto a ris-cio de estinsion.

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-Lingua Italiana-

1. Per Popolo Veneto intendiamo le comunità di individui che consapevoli di condividere una eredità storica, culturale ed etnolinguistica, si riconoscono vicendevolmente parte della Veneta Nazione.

2. Riconosciamo come naturali ed inalienabili i diritti aal’autodeterminazione e all’autogoverno del Popolo Veneto, intendendo come tali la libertà dei Veneti di decidere e di costruire tutto ciò che riguarda la propria esistenza ed il proprio destino, incentrando l’azione politica sulla salvaguardia della propria cultura.

3. Dall’interruzione della Repubblica Serenissima Veneta la nostra terra è stata soggetta a trattamento coloniale con una successione di periodi storici caratterizzati da una costante decadenza etica, morale, economica e sociale. Ci proponiamo di rimuovere tali effetti negativi promuovendo l’indipendenza della Venetia.

4. Riconosciamo i valori storicie culturali comuni ai Popoli della Serenissima eed affermiamo il nostro diritto a condividere l’anelito di libertà, coscienti delle peculiarità di ogni Popolo.

5. Riteniamo che il percorso politico atto a ripristinare la sovranità del Popolo Veneto non possa più essere realizzato tramite riforme costituzionali statuali. Consideriamo indispensabile a tal fine l’utilizzo di strumenti giuridici di carattere internazionale ed in particolare del principio di autodeterminazione dei Popoli.

6. Rivendichiamo come capitale dei Veneti Venezia, città senza eguali al mondo.

7. La rinascita morale e politica dei Veneti è legata alla volontà individuale di riappropiarsi della propria identità di Popolo Veneto a rischio di estinzione.

4 pensieri su “Cosa vogliamo

  1. Scusate, ma non esiste la lengoa veneta. Esistono 14 unità linguistiche venete alcune molto differenti: L’imbuto, ad esempiom, si dice periolo a Vicenzia, Impiria a Treviso e Tortor a Verona.
    La lingua non esiete se non è espressione di una “cultura”, allora, solo per ragionare, qual’è la cultura veneta?
    Quella del Goldoni e del Vivaldi o quella di Berto Barbarani e di Bertelli e Berto D’Amico? o quale sintesi tra le due si può fare?

  2. Scusate ma non esiste la lingua italiana. Esistono 200 unità linguistiche italiane, alcune molto differenti.
    Pigliarla in culo, per esempio è possibile solo dalla Toscana alla Sicilia, mentre nella Romagna, nell’Emilia, Veneto e L0mbardia è possibile solo prenderla in culo, ad esempio subendo in silenzio la colonizzazione italiana.
    La lingua non esiete se non è espressione di una “cultura”, allora, solo per ragionare, qual’è la cultura italiana?
    Quella di Manzoni e Leopardi o quella di Dante e Petrarca e Boccaccio? Quella di Dino Buzzati o di Italo Calvino? La poesia ermetica di Ungaretti Montale e Saba o le sbobbe pedagogiche di edmondo de Amicis? parlavano davvero la stessa lingua Francesco de Sanctis e Carlo Cattaneo?

    Se non si hanno gli strumenti per abbozzare un giudizio meglio astenersi dal farlo, Bruno. Hai letto 2 articoli miserevoli de L’arena sul “dialetto” e scopri incredibilemnte che ci sono 14 varietà di veneto.
    Le cagate su “lingua” e “cultura”ce le hanno gettate alle spalle per fortuna gli studiosi di linguistica almeno da un paio di secoli, facendo studi con “ricognizioni sul campo” dei linguaggi al di qua e al di là delle Alpi. Putroppo al giorno d’oggi c’è ancora diversa gente piuttosto indietro con l’aggiornamento e, visto che studiare l’argomento è piuttosto difficile, ripiegate a parlare di cultura in maniera generica, che così la puoi tirare come più ti fa comodo, dove ti porta il cuore. Ti do una notizia sconvolgente, la Lingua Veneta esiste. Affinchè il boccone non ti resti indigesto comincia da un libretto semplice semplice, divulgativo e ben fatto. E’ di Rapelli ed hai letto la sua recensione sbagliata su l’Arena un paio di mesi fa: si chia “La Lingua Veneta ed i suoi Dialetti”.
    Dopo di quello potrai cominciare a studiare l’argomento e trovare altre sorprese

  3. “Una lingua è un dialetto con un esercito e una marina”

  4. Si, le lingue sono dialetti con un esercito e una marina (militare, ovviamente…) La lingua italiana (o toscana?) non è superiore a quella veneta, piemontese ecc. ecc. Semplicemente è una lingua che viene scritta e letta, prima che parlata, quotidianamente da diversi secoli. In questo modo ha potuto – come tutte le altre lingue cosiddette, a torto, ‘nazionali’ – evolversi ed adeguarsi ai tempi nuovi. Quanto nel 1948 venne fondato lo stato di Israele venne deciso che la lingua del nuovo stato dovesse essere, per ovvi motivi, l’ebraico. Ma ci si accorse subito che tale lingua, seppure tramandata e conservata nelle comunità ebraiche e nelle famiglie, era assolutamente inidonea a supportare la vita quotidiana di una comunità moderna. Con una operazione eminentemente politica si misero dunque insieme qualche decina di studiosi e linguisti invitandoli a creare una neolingua adatta alla modernità.
    L’inglese in epoca medievale era parlato solo in Inghilterra (Inghilterra, non gran Bretagna…) e neanche dappertutto. Oggi è una lingua mondiale destinata forse a diventare la sola lingua mondiale. Perchè? Perchè il Regno Unito prima, gli USA poi l’hanno esportata con le armi… E lo stesso dicasi per il francese, lo spagnolo, il portoghese; e in misura minore il russo e l’arabo, nei loro territori di influenza. Certo l’italiano o l’ungherese o lo svedese non se li fila nessuno, ma sono comunque lingue vive in grado di affrontare le complesse sfide della modernità, come dicono gli stronzi nei telegiornali… Gli studenti italiani, ungheresi o svedesi studiano chimica, fisica, medicina, ingegneria elettronica o meccanica, filosofia o psicologia nelle loro rispettive lingue senza alcun problema. Se qualche ‘venetista’ è in grado di tradurre in veneto Kant, Schopenhauer, Wittgenstein, un testo di informatica, di psichiatria forense, di cardiologia o di astrofisica beh, si accomodi… Senza italianizzare troppo, però? Ma questa sarebbe opera praticamente impossibile perchè il dialetto, in Veneto come altrove, fu tradizionalmente patrimonio delle classi subalterne, dei contadini, degli operai, degli artigiani; meno della borghesia, meno ancora di quella intellettuale. Poi c’è il problema dell’uniformità; non so quante siano le varianti del dialetto veneto, o lombardo,o piemontese ma ci sono, e sono tante, e non serve la laurea per accorgersene! L’italiano, l’ungherese o lo svedese dei giornali e della televisione non mi sembra abbiano ‘varianti’, e se ci sono sono minime ed inerenti la collocazione regionale o il gergo di determinate categorie sociali.
    Ma poi, è proprio necessario che ad una lingua corrisponda una ‘patria’ o, invertendo i termini, che una ‘patria’ debba parlare una sola lingua? Io penso di no, ma si sa che ognuno “se la suona e se la canta” come preferisce. In fondo è vero che tutto è relativo!!!
    UNWISSEND !

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