Nuovo schiaffo al Veneto: dialogare con l’Italia è inutile

veneto-italia-cartina“Se voi veneti volete l’indipendenza ve la dovete prendere” con queste parole ha esordito un giovane serbo conosciuto poche settimane fa. E mai parole furono più azzeccate alla luce dell’ennesima porta in faccia ricevuta, da noi veneti polentoni, ad opera dello Stato italiano.

Dico ennesima perché fosse la prima volta potrei anche capirlo, ma di tentativi ne sono stati fatti a non finire: da proposte di Statuti speciali, a varie forme di decentramento, dal referendum sulla Devolution (ricordo vinto in Veneto e Lombardia) a leggi regionali puntualmente bocciate. Ed è di ieri l’ennesima bocciatura in merito alla proposta, trasfromata in legge dal Consiglio Regionale, di interpellare i veneti in merito ad un’eventuale indipendenza della nostra Regione (per noi Nazione). In sostanza la Corte Costituzionale ha impedito, di fatto, che una parte di suoi cittadini si esprimano su un argomento ritenuto tabù, inviolabile e nemmeno pronunciabile.

Questo ennesimo NO ad un’istanza sollevata dai veneti dimostra, e conferma se non altro, una cosa: lo Stato italiano non vuole negoziare con noi. Prendiamone atto. Perché per telefonare ai prefetti e ordinare la dislocazione di nuovi profughi sono rapidissimi così come a comunicarci le nuove tasse o balzelli burocratici. Ma quando siamo a noi a chiedere qualcosa cala il silenzio…prima della stecca sui denti.
E non vuole dialogare a nessun livello e questo a mio avviso per molteplici ragioni TUTTE imputabili a noi: mancanza di una classe politica adeguata dagli anni ‘50 ad oggi, mancanza di una spinta popolare netta e chiara e mancanza di una cultura territoriale e identitaria tra tutte le classi sociali della popolazione. Ripeto, cose che già si sapevano ma prendiamone atto questa volta.
Il referendum, salvo che il nuovo Consiglio appena elette non cambi totalmente linea, non potrà più essere visto da noi indipendentisti e “veneti consapevoli” come un obiettivo politico ma solo come una certificazione. Dovremo, voglio dire, trovare il modo di prendere in mano il Veneto acquisendo un consenso popolare (non elettorale) tale da far diventare il referendum una formalità quasi superflua. Non esiste infatti una strada sancita da leggi divine all’indipendenza, l’indipendenza è semplicemente lo status di una Nazione consapevole di non volere dipendere da altri.
Facciamo dunque crescere l’identità veneta (fattore indipendente da borse e mercati, che oggi vanno male domani non si sa) e di pari passo la consapevolezza di poter tornare artefici del nostro destino. Se la gente capisce di poterlo fare, il passaggio dipendenza-indipendenza sarà naturale e sostenuto dalla gente, senza bisogno di andare a Roma ad elemosinare nulla.

Giacomo Mirto
Xoventù Independentista
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